La costa orientale dello Sri Lanka: Trincomalee e Batticaloa, dove i pesci cantano nelle notti di luna piena

Se vi capiterà di passare da Batticaloa, potrete forse avere il piacere di udire i pesci cantare. Secondo la tradizione, questo raro fenomeno è più frequente tra Aprile e Settembre e si manifesta principalmente nelle notti di luna piena. Il modo migliore per ascoltare il canto dei pesci è affittare una piccola barca e, dal ponte di Kallady, dirigersi verso il centro della laguna. Avvicinando un orecchio all’estremità di un remo immerso nelle acque, si dovrebbe distintamente sentire una dolce e misteriosa melodia simile alle note prodotte da una corda di chitarra o da un violino. C’è chi al contrario sostiene che questa melodia sia un insieme indistinto di suoni che ricorda il rumore prodotto da un dito bagnato che accarezza i bordi di un calice di vino. Se sarete tra i fortunati a cui il destino concederà l’onore di ascoltare i pesci cantare a Batticaloa potrete confermarcelo. Un sacerdote, padre Lang, negli anni 1960 riuscì a registrare questo suono e l’audio venne poi trasmesso dalla radio nazionale, la Sri Lanka Broadcasting Corporation (SLBC), già Radio Ceylon, l’emittente radiofonica più antica di tutta l’Asia meridionale, fondata a Colombo nel 1925. Esistono diverse specie di pesci in grado di emettere suoni, ma al momento nessuno è ancora riuscito ad identificare quali pesci cantino nella laguna di Batticaloa.
Se il destino non vi concederà di godere di un concerto marino, non perdetevi d’animo! La vostra gita a Batti non sarà stata comunque vana. Il nome della cittadina deriva dalla lingua tamil e significa città dei tamarindi, in quest’area i tamarindi crescono infatti generosi. Dirigetevi verso il quartiere Puliyanthivu, cuore pulsante della vecchia Batti dove potrete visitare il forte risalente all’epocale coloniale, ora in parte in rovina, e diverse chiese come la Methodist Church, il St Michael’s College e la St Mary’s Cathedral, dipinta di un vivace turchese. Tra i molti templi Hindu cittadini, l’Anipandi Sitivigniswara Alayar merita una visita. Attraversando la laguna a nord di Puliyanthidu, si incontra la città nuova, area di commerci e nuovi affari. Qui sorge una minuscola moschea, la Auliya Mosque, con un bizzarro minareto verde smeraldo da dove si gode di una bella vista sul forte e sulla laguna.

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A est di Batti si trova la meravigliosa Kallady, raggiungibile attraverso un ponte eretto nel 1924. La lunga penisola nota come Kallady and Navalady Peninsula Beach è completamente orlata da una spiaggia dorata che si estende da nord a sud. Lo tsunami del 2004 ha causato qui ingenti danni e numerose vittime. Questo itsmo sabbioso è di una bellezza incredibile. Sedetevi sulla sabbia e godete del canto dell’oceano. Consolatevi così dal dispiacere di non aver potuto godere della melodia dei pesci canterini.

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La cittadina di Trincomalee, a nord di Batticaloa, è affacciata su uno dei porti naturali più belli del mondo, secondo la guida Lonely Planet. Personalmente, non ho ancora avuto il piacere di visitare tutte le città marine del mondo e non posso quindi confermare questa decisa presa di posizione, ma con forza posso affermare che Trinco, le sue acque cristalline e le ampie spiagge dorate vi lasceranno senza parole.
Le spiagge più note si trovano nelle vicine località di Uppuveli Nilaveli, in città si trova invece la suggestiva Dutch Bay. Dal tempio Hindu di Kandasamy Kovil, costruito su uno spuntone di roccia, si gode di un’ampia vista sul mare e sulla città. Questo tempio è uno dei cinque pancha ishwaram dello Sri Lanka dedicati al culto di Shiva e destinati ad ingraziarsi la protezione del dio dall’abbattersi di calamità naturali sull’isola. E’ meta di numerosi pellegrinaggi. Qua si svolgono cacofoniche puja, offerte e preghiere, in diversi orari tutti i giorni. Poco distante sorge il Fort Frederik, un’imponente struttura difensiva eretta dai portoghesi, espugnata poi dagli olandesi e caduta infine in mano inglese nel 1782.

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Rallentate il ritmo del vostro viaggio e godete delle bellezze naturali di Trincomalee. Passeggiate sulle spiagge e tra le piccole botteghe che vendono il pesce essiccato. Vi sarà facile imbattervi in un cervo pomellato che gira libero!

Foto di Emilitano Allocco (Visita la pagina Flickr di Emiliano per visionare altre foto)

Sambor Prei Kuk, alla scoperta del più importante sito pre-angkoriano della Cambogia

Prima di lasciare Kompong Thom e dirigervi verso la vicina Siem Reap tributate una visita a Sambor Prei Kuk, il più importante sito monumentale dell’era pre-angkoriana. Questo complesso sorge a 30 chilometri circa a nord di Kompong Thom e conta più di 100 edifici, 10 dei quali a pianta ottagonale, circondati e in alcuni casi inglobati da una rigogliosa foresta sub-tropicale. I templi sono costruiti principalmente in mattoni con elementi decorativi in arenaria.

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Raggiungete il sito a bordo di un tuk tuk, ammirate la bellezza della campagna cambogiana e assaporate la lentezza del viaggio.

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Noto con il nome di Ishanapura, questo insediamento fu la capitale dell’impero Chenla all’inizio del VII secolo d.C. e rimase un importantissimo centro culturale anche durante l’epoca di Angkor. Cadde in stato di abbandono a partire dal XV secolo per essere riscoperto a inizio Novecento da studiosi occidentali. In un area di  circa un chilometro per lato, sorgono tre complessi templari principali con caratteristiche simili che furono probabilmente fonte di ispirazione per la costruzione di Angkor cinque secoli più tardi. Ciascun complesso di templi è protetto da una doppia cinta muraria, consta di una torre centrale circondata da laghi, porte e templi.

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Negli anni ’70 il sito fu bombardato dall’aviazione americana che sosteneva il governo di Lon Nol contro il regime dei khmer rossi. Alcuni crateri sono ancora visibili oggi. L’area è stata bonificata dalle ultime mine solo nel 2008. Per godere al meglio della visita a questo sito ingaggiate una guida locale, sosterrete l’economia del luogo e farete piacevoli incontri. Noi abbiamo avuto la fortuna di ingaggiare una guida donna, una ragazza madre con una coraggiosa storia di riscatto sociale alle spalle.
Concedetevi una lenta passeggiata all’ombra della foresta, lungo i suoi sentieri sabbiosi. Respirerete un’atmosfera serena e decisamente rilassata. Forse le cose cambieranno presto: Sambor Prei Kuk è stato iscritto dall’Unesco nella lista dei siti patrimonio dell’umanità nel luglio del 2017. Probabilmente molti turisti giungeranno a visitare il sito e  un po’ di magia sparirà. Ecco una cartina del luogo che vi agevolerà nella visita. La mappa è tratta dal sito https://moon.com/
03_05_Sambor_Prei_Kuk

Foto di Emiliano Allocco 
(link a Flickr)