Immersi nella natura: a giro tra i meravigliosi paesaggi carsici di Vang Vieng

Abbiamo lasciato la calma Vientiane e ci siamo diretti verso Vang Vieng. Durante il viaggio in bus, non riuscirete a fare a meno di ammirare i paesaggi naturali ancora incontaminati che faranno capolino dal finestrino, Vi perderete ad osservare un bambino che corre dietro a una vacca che passeggia libera per strada o assisterete con interesse a una contrattazione alle bancarelle che affollano le strade. Quanta vita che scorrerà dinnanzi ai vostri occhi.
All’improvviso un paesaggio rurale raffinato e antico catturerà la vostra attenzione. Avvolta da risaie a perdita d’occhio, bagnata dal Nam Song e circondata da pittoresche rocce calcaree, ecco palesarsi a voi Vang Vieng. La città di per sé è senza fascino alcuno: il miraggio di un facile turismo di massa non ha lasciato spazio a uno sviluppo urbano ragionevole e sostenibile. La corsa a costruire l’albergo più alto che garantisca ai turisti la miglior veduta del tramonto sul Nam Song ha fatto danni forse irreparabili. Ma non perdetevi d’animo. Al di là del fiume si apre per voi un meraviglioso spettacolo della natura. Vang Vieng è un vero e proprio paradiso in terra per gli amanti dello sport. Qui potrete dedicarvi al kayaking o al tubing sul Nam Song, fare lunghi trekking tra le risaie, esplorare meravigliose grotte naturali, arrampicarvi sulle pareti di roccia calcarea, attraversare un ponte tibetano o lanciarvi appesi a una zip-line, osservare il paesaggio dall’alto a bordo di una mongolfiera o ancora fare lunghe escursioni in mountain bike.

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Oppure non fate assolutamente nulla! Semplicemente lasciatevi rapire dalla bellezza della natura e ritrovate la pace dell’anima. Non male come programma alternativo. Qualunque attività sceglierete di intraprendere, fatelo con il dovuto rispetto verso il luogo, i suoi abitanti e voi stessi. Fino a non molto tempo fa, Vang Vieng era una delle celebri capitali del divertimento sfrenato nel sud-est asiatico. Qui accorrevano giovani da tutto il mondo e fu un fiorire di rave bars lungo il Nam Song, festini sempre più spinti e droghe sempre più pesanti. Nel 2011, 25 giovani persero la vita a seguito di infarto, annegamento o per incidenti vari causati da zip-line costruite senza tenere conto di basici parametri di sicurezza. Nel 2012 il governo laotiano impose la chiusura dei rave bars e una seria operazione d bonifica venne portata a termine. Lentamente Vang Vieng  sta tornando a fiorire come paradiso naturale.

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Cos’è il tubing? Questo “sport” prevede di lanciarsi sui corsi d’acqua comodamente sprofondati in una camera d’aria di un pneumatico di un trattore. Stranezze d’Oriente! Attenzione alle correnti del fiume.
Le grotte (tàm) nei dintorni di Vang Vieng sono spettacolari, ma possono essere pericolose perché molto buie, profonde e scivolose. È estremamente facile perdere l’orientamento una volta dentro. Visitatele accompagnati da una guida locale e muniti di una torcia. Meglio averne una seconda di scorta o batterie di riserva. Non mancate di visitare le grotte più celebri della zona per bellezza:
– Tham Nam: si estende per 500 metri e dal suo ingresso inferiore sgorga un corso d’acqua che più a valle affluirà nel Nam Song;
– Tham Jang: 
questa grotta all’inizio del XIX secolo venne usata dai locali come rifugio contro i predoni cinesi giunti dallo Yunnan;
– Tham Hoi: una grande statua del Buddha sorveglia l’accesso a questa caverna che si narra si estenda per oltre 3 chilometri e ospiti un lago sotterraneo nelle sue profondità;
– Tham Loup: priva di segni di attività umane, è il luogo ideale dove ammirare alcune stalattiti di pregio;
Tham Phu Kham: questa grotta, sacra per i laotiani, deve la sua notorietà alla sua splendida laguna (la Blue Lagoon) le cui acque verde-blu sono un invito irresistibile a tuffarsi.

Foto di Emiliano Allocco (vedi le foto di Emiliano su Flickr)

 

 

 

 

DIY, it’s a boy!

La cicogna arriva a settembre! Quale miglior pretesto per mettersi al lavoro? Ogni scusa è benvenuta per liberare la fantasia e lavorare con la carta.
A seguire alcune immagini di un bigliettino facile da realizzare per dare il benvenuto a un nuovo piccolo amico. Benvenuto Elia!

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Ph Emiliano Allocco

Il figlio

Sai da dove vieni?
… vicino all’acqua d’inverno
io e lei sollevammo un rosso fuoco
consumandoci le labbra
baciandoci l’anima,
gettando al fuoco tutto,
bruciandoci la vita.
Così venisti al mondo.
Ma lei per vedermi
e per vederti un giorno
attraversò i mari
ed io per abbracciare
il suo fianco sottile
tutta la terra percorsi,
con guerre e montagne,
con arene e spine.
Così venisti al mondo.
Da tanti luoghi vieni,
dall’acqua e dalla terra,
dal fuoco e dalla neve,
da così lungi cammini
verso noi due,
dall’amore che ci ha incatenati,
che vogliamo sapere
come sei, che ci dici,
perché tu sai di più
del mondo che ti demmo.
Come una gran tempesta
noi scuotemmo
l’albero della vita
fino alle più occulte
fibre delle radici
ed ora appari
cantando nel fogliame,
sul più alto ramo
che con te raggiungemmo.
(Pablo Neruda)