Inseguendo un filo rosso: l’altro volto di Luang Prabang

A volte bisogna fermarsi e lasciare che le cose accadano, concedere il giusto tempo alle circostanze e ai luoghi di sorprenderci. Capita in un viaggio di essere presi dalla foga di dover visitare tutto e vedere quanto più è possibile. In fondo un viaggio lo si aspetta a lungo, lo si sogna prima e pare imperdonabile lasciarsi sfuggire l’occasione di essere qui ed ora, in un luogo che forse non si visiterà una seconda volta. Ma non esiste guida turistica o consiglio di altri viaggiatori in grado di competere con la meraviglia di un incontro fortuito, con una chiacchierata inattesa o ancora con la scoperta di un qualcosa completamente inaspettato.
E allora è buona abitudine uscire per una passeggiata senza meta quando si arriva in una nuova città, fermarsi ad osservare la vita che scorre e l’umanità che si affanna dietro alla routine della quotidianità, andare al mercato, inseguire un filo rosso per scoprire ancora che la vita è proprio qui, tra le piccole cose di tutti i giorni.
Ed inseguendo un filo rosso, una mattina prima che albeggiasse, abbiamo scoperto che a Luang Prabang in Th Khounswa esiste un minuscolo teatro con appena 30 posti a sedere, dove ogni sera alle ore 18.30 si tiene un incantevole spettacolo di un’ora circa. Un cantastorie narra, in un inglese coinvolgente e facile da capire anche per chi non è madrelingua, le leggende e le storie di origine popolare del Laos e di Luang Prabang, in particolare. I racconti folcloristici sono accompagnati dalle note struggenti di un khene (la lira laotiana), suonata da un uomo anziano vestito con abiti tribali. È il Garavek Storytelling. In lingua locale, garavek significa uccello magico. Fate volare la vostra fantasia sulle ali del garavek e lasciatevi trasportare in un mondo magico e antico. Non ne rimarrete delusi! Sarà bello passare una serata a teatro in Oriente. Scoprirete, ad esempio, che l’origine del monte Phu Si è da imputare a un capriccio della regina Sida e a una voglia di funghi, difficile da soddisfare. Dopo aver assistito a questo spettacolo osserverete Luang Prabang e i dintorni della città con altri occhi.
Uscendo da teatro, è possibile acquistare un opuscolo che raccoglie le dieci più celebri storie popolari su Luang Prabang. Per saperne di più: www.garavek.com

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E il filo rosso della casualità ci ha portato a passare in Th Phayaluangmeungchan intorno alle ore 17. Un uomo, sull’uscio di una casa, ci ha fatto segno di entrare. Ed è così che abbiamo scoperto Big Brother Mouse e conversato un paio d’ore in inglese con un gruppo di ragazzi laotiani. La storia di Big Brother Mouse iniziò negli anni ’80  e ha tre protagonisti principali: Khama, un giovane e brillante novizio; Sasha, un americano che si recò in Laos dopo aver venduto la casa editrice per la quale aveva lavorato negli ultimi 15 anni e Siphone, un talentuoso studente del Teacher Training College.
I tre aprirono un piccolo ufficio a Luang Prabang e fondarono una casa editrice: prima di allora i laotiani non leggevano. Non esistevano libri di intrattenimento o romanzi scritti in lingua locale. Strano, vero? Khama, Sasha e Siphone acquistarono tre pc, codificarono un primo font in laotiano, inventarono storie per bambini che fecero poi illustrare. Nacquero così i primi libri in laotiano per ragazzi. Da allora, molte pubblicazioni sono seguite e l’associazione si è ingrandita. Alla fine del 2006, la Big Brother Mouse poteva vantare 15 libri al suo attivo. Il passo successivo? Portare i volumi ai bambini nelle scuole e nelle campagne. L’associazione si diede da fare e organizzò un primo book party che fortunatamente ebbe successo! Ad oggi i book party organizzati sono più di 4,400. L’associazione continua a ideare, stampare e distribuire gratuitamente nuovi libri a bambini e ragazzi. Nel 2016 è stata inaugurata Big Sister Mouse, una scuola nelle campagne a un quarto d’ora circa da Luang Prabang. Qui i bambini dei villaggi imparano a leggere, a scrivere, a far di conto, ad usare un computer, a parlare in pubblico, apprendono le tecniche del problem solving, la storia e le tradizioni del loro paese. Se volete, potete trascorrere una giornata intera facendo volontariato in questa struttura.
Nella sede di Luang Prabang, dalle 9 alle 11 di mattina e dalle 17 alle 19 del pomeriggio, si tengono conversazioni in inglese. Giovani laotiani vengono qua per conversare in inglese con i turisti di passaggio in città e migliorare la conoscenza della lingua. Se siete a Luang Prabang, per favore aiutate questi ragazzi. Siete i benvenuti anche se l’inglese non è la vostra prima lingua e se parlate con un forte accento. Sarà una bellissima esperienza anche per voi. Nel mio gruppo c’erano tre giovani novizi e quattro studenti delle scuole superiori. I ragazzi sono curiosi di scoprire qualcosa in più sul vostro Paese, stile di vita e abitudini. A vostra volta, potrete approfondire usi e costumi in Laos e ampliare la vostra conoscenza del buddhismo. Se avete intenzione di finanziare Big Brother Mouse, potete acquistare presso il loro shop qualche libro da distribuire ai bambini che abitano nei villaggi o da portare a casa come souvenir.
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Lungo Th Sisavangvong, l’elegante via centrale che ospita un animato mercato notturno, sorge la Biblioteca di Luang Prabang. Qui potrete acquistare alcuni libri in Lao da donare ai bambini che abitano nei villaggi più remoti e faticano ad accedere a un’istruzione di livello. Un libro costa 2$. Vi verrà chiesto di deporre i libri che acquistate in una grande sacca, immediatamente dietro l’ingresso. Quando la sacca sarà riempita (servono 100 libri), una biblioteca galleggiante solcherà le acque del Mekong alla volta dei villaggi remoti che sorgono nelle zone rurali del paese. La biblioteca accetta anche vestiti usati e libri in inglese o altre lingue. Per saperne di più: http://www.communitylearninginternational.org

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Concludete la vostra giornata da turisti alternativi con una buona cena da Khaiphaen in Sisavang Vatana Road. Questo ristorante impiega giovani ragazzi emarginati, che vivevano in condizioni disagiate. A questi ragazzi viene data la possibilità di una riabilitazione sociale e la chance di imparare un mestiere.
Per saperne di più: http://tree-alliance.org/our-restaurants/khaiphaen.php?mm=or&sm=kp
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1 commento su “Inseguendo un filo rosso: l’altro volto di Luang Prabang”

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