Quando Nettuno trasformò l’acqua in Goldwasser

A Danzica, nella centralissima Dlugi Targ (la via del Mercato Lungo) proprio di fronte al Palazzo di Artù, si può ammirare la Fontana di Nettuno, simbolo del forte legame della città con il mare. Il monumento fu realizzato tra il 1606 e il 1613 per volere dell’allora sindaco della città Bartlomiej Schachmann, appassionato di arte antica e rinascimentale. Il progetto è dell’architetto e scultore Abraham van den Blocke, mentre la realizzazione fu opera di Peter Husen. Il capo di Nettuno, i cui tratti si ispirano a Marco Aurelio, è rivolto verso il palazzo presso il quale alloggiavano i re polacchi quando erano in città ed è leggermente chino, in segno di sottomissione.
La leggenda narra che Nettuno, profondamente indispettito dai passanti che osavano gettare monete nella vasca della fontana, una notte puntò il tridente contro l’acqua che qua ristagnava. L’oro delle monete si frantumò in piccole lamine e dal tridente sgorgò un delizioso liquore. Una folla di ubriachi, incredula, si assiepò intorno alla fontana, mettendola in serio pericolo. Fu probabilmente per questa ragione che il monumento venne di lì a poco circondato da una recinzione in ferro battuto.
Dall’ira di Nettuno nacque il Goldwasser (letteralmente acqua d’oro), il liquore tipico di Danzica, un distillato di spezie con una gradazione intorno ai 40% abv caratterizzato dalla presenza di foglie d’oro in sospensione.
Non tutte le ire vengono per nuocere!
(Ph Emiliano Allocco)

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