Una gita sopra le nuvole: cosa fare due giorni in Valle d’Aosta

Chi l’ha detto che non si può andare in paradiso in carrozza? Salire sopra le nuvole non è mai stato così facile. Se siete alla ricerca di un contatto con la natura, di relax e volete riempirvi gli occhi di bellezza, forse non lo sapete ancora ma avete un disperato bisogno di trascorrere due giorni in Valle d’Aosta.
Recatevi a Courmayeur e acquistate un biglietto per lo Skyway Monte Bianco, un gioiello tecnologico e ingegneristico che vi regalerà un’esperienza unica. Questa funivia, rimessa a nuovo e inaugurata nel giugno del 2015, vi consentirà di raggiungere il punto più alto vicino alla vetta del Monte Bianco. Consta di tre stazioni, la prima a Courmayeur a 1.300 metri di altitudine. Qua si trovano le biglietterie, i parcheggi e un piccolo ristoro. La stazione intermedia, Pavillon du Mont Frety (a 2.220 m) offre diverse attrazioni tra cui una cantina vinicola in quota, un parco giochi per i più piccoli, un giardino botanico, un cinema e un ristorante. La terza stazione, Punta Helbronner (3.466 m), vi regalerà un paesaggio bello da lasciarvi senza parole: potrete ammirare la vetta del Bianco, la Aiguille du Midi, il Dente del Gigante, scovare tra le vette che si stagliano all’orizzonte il Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso e godere di una vista incantevole grazie a una imponente terrazza panoramica a 360 gradi. Da qua partono percorsi alpinistici e fuori pista. Niente ricarica le batterie come la natura. Se la giornata è bella e la visibilità è buona, non vorrete più scendere. Almeno per me è stato così. Ho riempito gli occhi e l’anima di cielo, di nubi e di monti per farne tesoro per i giorni stanchi che verranno.
Le quattro cabine della funivia sono strutture panoramiche che conducono da Courmayeur a Punta Helbronner in appena 15 minuti. Compiono un movimento rotatorio di 360 gradi durante il percorso, permettendo così di godere di una vista a tutto tondo sul paesaggio sottostante. Le cabine sono state progettate con ampie vetrate dotate di un sistema di riscaldamento all’avanguardia che evita ai vetri di appannarsi.
Durante i mesi estivi è in servizio la Funivia dei ghiacciai che collega Punta Helbronner a Chamonix, passando per la Aiguille du Midi. Un’esperienza da non perdere.

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E’ possibile acquistare un biglietto congiunto che vi permetterà di accedere allo Skyway Monte Bianco e rilassarvi una giornata alle QC Terme di Pré-Saint-Didier. A vostra discrezione quale attività fare per prima. Il biglietto è acquistabile direttamente in loco  (alla biglietteria della funivia o a quelle delle terme) e ha una validità di due giorni. Per maggiori informazioni potete consultare i seguenti siti: QC Terme e Skyway E’ consigliato prenotare l’orario di ingresso alle terme, soprattutto nei periodi di alta stagione. Si può comodamente fare dal sito delle terme.
Mio marito ed io abbiamo approfittato del ponte del 25 aprile per “scalare” il Bianco e dopo una tale fatica le terme erano d’obbligo. Questa è una gita da programmare almeno una volta nella vita! Non ve ne pentirete.

A giro per Bussana vecchia, storia di una rinascita e realizzazione di un’utopia

Nell’entroterra ligure, a pochi chilometri da Sanremo, su una sinuosa collina impreziosita da ulivi svetta il borgo di Bussana vecchia. Da qua si vede il mare in lontananza. Bussana non è una cittadina come le altre: basta perdersi qualche ora tra le sue vie, le sue botteghe minuscole e preziose e le sue rovine per rendersene conto.
Il destino di questo paese medievale fu irrimediabilmente segnato dal terremoto del 1887: il 23 febbraio una violenta scossa colpì l’entroterra sanremese danneggiando irreparabilmente Bussana. Era il primo giorno di quaresima. Alle 6 e 25  il parroco del paese stava imponendo le ceneri. La chiesa di Sant’Egidio incominciò a tremare, la volta crollò sui fedeli. Restarono in piedi gli archi sovrastanti il presbiterio e le cappelle laterali. Si salvò dal crollo, per miracolo, il campanile.

I superstiti, dopo aver vissuto per qualche periodo in abitazioni di fortuna, abbandonarono il borgo considerato inagibile. Poco distante sorse un nuovo nucleo abitativo, Bussana Nuova.
Ma da una tale tragedia, Bussana ha saputo rialzarsi. Dopo sessant’anni circa di totale abbandono prese avvio una rinascita che sa di utopia. Qui nel 1959 giunse il ceramista piemontese Mario Giani, in arte Clizia. Si innamorò del luogo e sognò un sogno così bello da diventare vero.
Cercò anime sensibili e coraggiose, radunò da tutta Europa artisti incoscienti e incuranti dei vincoli della realtà e diede vita, insieme al pittore Vanni Giuffrè e al poeta Giovanni Fronte, a una comunità internazionale di artisti. Principiarono i lavori di restauro di alcune abitazioni e qualche artista si trasferì in paese. Le case rimesse a nuovo dovevano, nelle intenzioni originali, rimanere a servizio della Comunità. Venne redatto uno Statuto. Nessuno poteva rivendicare la proprietà degli edifici che venivano destinati per sole finalità artistiche. Dopo tre anni di abbandono, le botteghe tornavano alla Comunità che ne disponeva una nuova assegnazione. Era fatto divieto di vendere le proprie opere.
Solo nel corso del decennio successivo, Bussana fu dotata di un impianto fognario, di acqua corrente ed elettricità. Le migliorate condizioni di vita richiamarono in paese molti artisti, in contemporanea con l’abbandono di qualche protagonista della prima ora. Nell’aprile del 1980 nacque la Nuova Comunità Internazionale Artisti (NCIA). I principi che avevano animato la rinascita vennero rivisti. Si originò una cooperativa di lavoro finalizzata alla promozione di attività culturali e alla tutela dell’immagine degli artisti membri. Negli anni ’90 crebbe il fenomeno della speculazione immobiliare in paese.
La vocazione del borgo oggi è principalmente turistica (un turismo blando e gentile, direi), ma qua aleggia ancora intatto un fascino senza tempo, una bellezza decadente, una poesia sussurrata. Vale una gita, non fosse che per il gusto di assaporare la magia della vittoria della fantasia e dell’Utopia su un evento tragico. Il paese sembra sospeso attorno ai resti della sua chiesa. Ogni tanto la realtà si ferma e a trionfare non è la logica dell’utile.
Ecco alcuni scorci suggestivi:

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Meravigliose le porte delle abitazioni:

Posso garantire che a Bussana si fanno incontri molto interessanti!

Se capiterete da queste parti potrete abbinare all’escursione un sopralluogo nella vicina Dolceacqua e mettervi sulle tracce di Monet: Sulle tracce di Monet: a giro per Dolceacqua

 

 

 

 

 

 

 

DIY, how to welcome a new born

“Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini”.
Quale occasione migliore di una nuova piccola vita che nasce e si affaccia al mondo per mettersi all’opera e realizzare una card?
Con pochi passaggi e del cartoncino colorato, si può realizzare il bigliettino in foto. E può essere personalizzato a piacere: è sufficiente cambiare il colore e il motivo della carta scelta, applicare con un punto di colla un bottone per impreziosire la tutina, inserire il nome del vostro nuovo piccolo amico. E per finire, potete sbizzarrirvi con la dedica da scrivere all’interno. Io ho scelto una filastrocca di Gianni Rodari (Mi ha fatto la mia mamma):

Persone male informate
o più bugiarde del diavolo
dicono che tu sei nato
sotto a una foglia di cavolo.

Altri maligni invece
sostengono senza vergogna:
Sei venuto al mondo
a bordo di una cicogna.

Se mamma ti ha comperato
come taluni pretendono
dimmi: dov’è il negozio
dove i bambini si vendono.

Tali notizie sono
prive di fondamento,
ti ha fatto la tua mamma
e devi essere contento.

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DIY, paper cards per occasioni speciali

Maggio è tempo di Prime Comunioni! Quale occasione migliore per mettere fantasia e creatività all’opera e sbizzarrirsi con qualche bigliettino fatto a mano? Personalizzare i regali resta per me uno dei pensieri più delicati da dedicare a chi si vuol bene.
Quest’anno mi sono data alle mongolfiere. Bastano pochi passaggi, del cartoncino colorato, un po’ di spago, un’abilità minima nel disegno e voilà, il gioco è fatto.
Le card home made sono sempre speciali e facilmente adattabili ad ogni occasione. Con piccole accortezze possono essere modificate e dedicate a persone diverse.
Per una busta semplice e d’effetto saranno sufficienti della carta colorata e del nastro in raso.
Buon lavoro e auguri a tutti i bimbi che si accingono a ricevere il Sacramento della Prima Comunione!