A Cát Bà, finalmente

Dopo un lungo viaggio siamo finalmente giunti a Cát Bà. Abbiamo lasciato Hué ieri mattina prima dell’alba e, piuttosto agevolmente, abbiamo fatto ritorno a Hanoi, nel nord del Paese. Un paio di bus urbani e raggiungiamo la stazione dei bus a lunga percorrenza di Gia Lam. Qua veniamo assaliti da procacciatori di clienti che vogliono venderci tour imperdibili per la baia di Halong. Decidiamo di perderli e troviamo un bus pubblico che va a Bai Chay. Lo prendiamo al volo. Arrivati a Bai Chay, vedremo poi il da farsi.
E qui ha inizio un viaggio lungo, per certi versi tipico del sud-est asiatico e, perché no, divertente. Percorriamo poco più di 200 chilometri in poco meno di sei ore. Non passano 10 minuti senza che il bus faccia una sosta e carichi qualcuno. Ben presto i posti sono finiti, ma l’autista, con senso imprenditoriale, decide di sistemare piccoli sgabelli lungo tutto il corridoio e di continuare a far accomodare passeggeri. Il portabagagli del piano sotto è ormai pieno e i nuovi arrivati portano i loro bagagli sopra. Chi ha diritto a un posto a sedere sui sedili deve tenere con sé i propri averi e liberare le cappelliere per chi siede sugli sgabelli. Quando mi convinco che peggio di così non possa andare e che non riusciremo più a caricare nessuno, l’autista urla qualcosa e vedo che tutti i passeggeri con bambini fanno accomodare i propri figli sulle ginocchia. Ecco liberati nuovi posti! Ah, il senso pratico e degli affari degli asiatici riesce ancora a sorprendermi.
Arriviamo a Bai Chay nel tardo pomeriggio e capiamo subito che sarà impossibile raggiungere Cát Bà in giornata. Optiamo per una notte a Halong City. Cerchiamo un bus che ci porti in centro. I taxisti ci offrono un passaggio spergiurando che l’ultimo bus, quello delle 17, lo abbiamo perso e che comunque non accettava stranieri. Non ci diamo per vinti e continuiamo a cercare, con successo per fortuna. Ad Halong City ci sistemiamo in un ostello appena fuori dal centro. Halong City è una città tremenda, senza fascino seppure affacciata su uno dei paesaggi più belli al mondo. Sul lungo mare si susseguono grattacieli altissimi che fanno a gara per offrire la miglior vista sulla baia ai clienti, locali trendy di recente costruzione con musica da discoteca urlata, una ruota panoramica affiancata ad una funicolare, ovunque luci cangianti da fare invidia a Las Vegas. Cosa non si fa in nome di un turismo esasperato.
In un primo momento sembra impossibile raggiungere Cát Bà con i mezzi pubblici. Sembra necessario acquistare un qualche tour da una delle numerosissime agenzie di viaggio dislocate un po’ ovunque. Ma per fortuna a cena incontriamo un ragazzo del posto che ci dà alcune dritte. Andiamo a dormire e prima dell’alba siamo pronti per espugnare Cát Bà. Raggiungiamo il  molo di Tuan Chau e ci imbarchiamo su un traghetto. L’alba sulla baia ci ripaga di ogni fatica. Ci accomodiamo e ci godiamo il viaggio sulle acque quiete in mezzo alle isole calcaree, in silenzio. Arrivati a Cát Bà, la più grande delle isole della baia di Halong, raggiungiamo Cát Bà City con un bus. Ce l’abbiamo fatta! Siamo qua finalmente dopo un giorno e mezzo passato a giro.
Ci dedichiamo all’esplorazione dell’isola: frastagliata, scoscesa e brulicante di vegetazione tropicale, ancora incontaminata per fortuna. Visitiamo la Grotta dell’Ospedale, un ospedale da campo a prova di bomba che contava 17 camere su tre piani ricavato all’interno di una grotta naturale. Venne costruito tra il 1963 e il 1965 con l’aiuto della Cina e fu attivo fino al 1975.
Ci concediamo un lungo e fatico trekking nel Parco Nazionale dell’isola che ospita 32 specie di mammiferi e 70 specie di uccelli. Ci imbattiamo in gruppi di ragazzi intenti a raccogliere preziose  erbe officinali, tanto care ai cinesi che qui vengono ad acquistarle. Raggiungiamo la cima di una delle tante vette calcaree e la vista da lassù ci toglie il fiato. Concludiamo la giornata arrampicandoci fino a Fort Cannon, una vecchia base militare dotata di pista di atterraggio per gli elicotteri. Da quassù si gode di una vista incantevole sulla baia. Vediamo il giorno finire e il mare vestirsi di tramonto.
Rincasando ci imbattiamo in tre bambini che giocano lungo la strada. Una bimba mi prende per le mani e inizia a ridere. Giochiamo a far correre una macchinina lungo la strada. Un’avventura come questa, spontanea e imprevista, vale un viaggio intero.
(Ph Emiliano Allocco)

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L’alba sulla baia vista dal molo di Tuan Chau
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Di fronte al molo di Tuan Chau
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Verso l’isola di Cát Bàt
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All’interno della Grotta dell’Ospedale
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All’interno della Grotta dell’Ospedale
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Nel parco Nazionale di Cát Bà
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Noi nel Parco Nazionale di Cát Bà con un compagno di viaggio reclutato lungo la via
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Guardando il Parco Nazionale di Cát Bà dall’alto
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Vegetazione tropicale
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Cervi nel Parco Nazionale di Cát Bà
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L’isola di Cát Bà vista dal suo Parco Nazionale
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 Veduta della baia di Lan Ha
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Tramonto sulla baia di Lan Ha
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Scrutando l’orizzonte da Fort Cannon

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